Dove vive il leone?

Il nome scientifico del leone è Panthera Leo ed è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi. Il leone, dopo la tigre è il felino più grande del genere Panthera. Questo felino nel Pleistocene (10.000 anni fa) era diffuso in varie parti del mondo, come in Eurasia, in Africa e nell’America del Nord, in Medio Oriente ed il altre parti del mondo come il Perù. Attualmente i leoni vivono solo nell’Africa subsahariana ed in India nel Gir Forest National Park. La maggior parte di questa specie vive in cattività nei parchi nazionali della Tanzania e del Sudafrica.

Habitat dei leoni

Il leone vive in ambienti tropicali e subtropicali con poca vegetazione e prevalentemente erbosi come la savana, nelle praterie ed in Africa, tranne che nel deserto e nelle foreste pluviali. Nella savana trova il suo habitat naturale ottimale in quanto essendoci poca vegetazione ha la possibilità di trovare molte prede. Nella savana questo animale è il re in quanto essendo un felino di notevoli dimensioni non ha predatori anche se deve dividersi le prede con le iene maculate che occupano lo stesso areale del leone, per questo si scontra con loro ed è in competizione molto frequentemente.

Caratteristiche del leone

Partiamo dicendo che in questa specie di mammifero il dimorfismo sessuale è molto evidente, infatti la differenza tra maschi e femmine, oltre che nella stazza, si può notare nella criniera che è presente solo negli esemplari maschi. La funzione della criniera non è ben definita in quanto potrebbe da una parte limitare al leone la capacità di mimetizzarsi mentre dall’altra fungere da protezione durante gli scontri con altri maschi o con dei possibili predatori. Il leone maschio, esclusa la coda, è lungo dai 170 ai 250 centimetri mentre la femmina raggiunge una lunghezza che varia dai 140 ai 170 centimetri; l’altezza media al garrese (il punto più alto del dorso tra il collo e le scapole) è di circa 123 centimetri nei maschi e 107 centimetri nelle leonesse. Anche il peso varia tra l’esemplare maschio e la femmina, infatti il maschio può pesare tra i 150 ai 250 chilogrammi, mentre la femmina dai 120 ai 180 chilogrammi. Un peculiarità del leone e della leonessa è la parte terminale della coda, infatti tra i felidi questa specie è l’unica ad avere un ciuffo peloso proprio alla fine della coda; questo ciuffo nasconde una punta ossea di 5 centimetri di lunghezza ed è formata dalle ultime ossa della coda che si sono saldate insieme. Questo ciuffo peloso non è presente alla nascita ma inizia a formarsi verso i 5 mesi ½ di età per poi completarsi a sette mesi. La coda del leone è molto lunga e può arrivare ad una lunghezza tra i 90 e i 105 centimetri nei maschi mentre nelle femmine tra i 70 e i 100 centimetri. Ha arti molto potenti che gli permettono, in corsa, di raggiungere fino agli 80 chilometri orari, la mascella è fornita da canini di 8 centimetri che permettono al leone di poter cacciare prede di grandi dimensioni. Il teschio del cranio è molto simile a quello della tigre, anche se la fronte è più depressa e appiattita e la parte suborbitale e leggermente più corta rispetto alla tigre. Il colore della pelliccia può variare dal giallo fino al rossiccio e all’ocra ed è più chiaro nella parte inferiore del corpo. La criniera del maschio, che si scurisce con l’età è di colore biondo o marrone scuro, mentre il ciuffo della coda, sia nel maschio che nelle femmina è sempre di colore nero. I cuccioli di leone nascono con la pelliccia simile a quella del ghepardo, cioè a macchie che intorno ai 3 mesi di età iniziano a scomparire, solo in alcune leonesse restano tenui macchioline sulle zampe e nella parte del ventre. Il leone raggiunge la maturità sessuale intorno ai 3-4 anni ed il maschio può vivere tra i 9 e i 16 anni mentre le femmine tra i 15 e i 16 anni di età. In natura, nonostante siano molto rari, è possibile trovare anche leoni bianchi, il cui colore della pelliccia è dovuto ad un gene regressivo. È un caso di polimorfismo genetico che porta ad una condizione di leucismo (gene recessivo che dona alla pelliccia un colore bianco e che è causato dall’assenza di tirosinasi, cioè un enzima necessario per la sintesi della melanina), ma non si tratta di albinismo, infatti la pigmentazione della pelle e il colore dell’iride sono classiche della specie. Durante la crescita il colore bianco diventa man mano colore crema o avorio.

Cosa mangia il leone?

Anche per quanto riguarda l’alimentazione il maschio e la femmina si differenziano, infatti il fabbisogno di carne giornaliera per i maschi è di circa 7 chilogrammi mentre per le femmine di 5 chilogrammi. Nonostante questo, il leone può mangiare anche più del solito fabbisogno e può mangiare fino a 30 chilogrammi di carne, se c’è abbondanza di cibo. Il leone è il maggior predatore di grandi mammiferi come zebre, bufali neri, facoceri, impala, gnu, cinghiali, antilopi e gazzelle. Occasionalmente e in scarsità di cibo il leone attacca anche cuccioli di elefante e soprattutto di notte anche gli elefanti adulti, approfittando che al buio questi animali non riescono a vedere. Per nutrirsi può anche cibarsi di leopardi, ghepardi, iene e licaoni, sui diretti competitori. Se le prede sono troppo grandi per essere divorate completamente, il leone una volta cibatosi riposa per qualche ora per poi mangiare in seguito. solitamente durante questo periodo di riposo uno o due maschi restano vicino al corpo della preda per poter difendere il cibo da altri predatori. La caccia avviene sia singolarmente che in branco, le femmine solitamente cacciano avvicinandosi molto lentamente alla preda per poi balzare su di essa con un rapido salto e afferrandola alla gola in modo da poterla soffocare e uccidere. A seconda della specie della preda il leone attacca con gli artigli in modo tale da proteggere i denti da urti contro corna e zoccoli. Solitamente la carcassa della preda, soprattutto se di grande dimensioni, viene portata in un luogo riparato in modo che sciacalli, avvoltoi e iene non se ne approprino. È facile che nel momento di nutrirsi si creino liti e zuffe all’interno del gruppo, questo anche per stabilire i ruoli gerarchici infatti i maschi sono quelli che si nutrono per primi, successivamente mangeranno le femmine e per ultimi i cuccioli.

Come si riproduce il leone?

Il maschio di leone diventa attivo sessualmente a poco più di due anni, circa, ma non si accoppia in quanto essendo ancora in tenera età non è in grado di conquistare un branco e di conseguenza avere delle femmine con le quali accoppiarsi, questo avviene intorno al quarto anno di età. Nel branco dove è presente più di un maschio le femmine hanno creato una sorta di complicità “in natura” sincronizzando il periodo del calore, questo per evitare lotte interne e per permettere ad ogni maschio di avere la possibilità di accoppiarsi. Il corteggiamento ha inizio quando la femmina dimostra il proprio interesse al maschio, solo in quel momento avviene il corteggiamento con leccate, strofinamento del muso a vicenda e allo rotolarsi insieme. Una volta avvenuto il corteggiamento la femmina per far capire al maschio che è pronta ad accoppiarsi si sdraia per terra ed esorta il compagno strofinando la coda e la testa sul suo muso. Durante il rapporto sia il leone che la leonessa emettono dei ringhi, che possono sembrare violenti e feroci, soprattutto quando il leone morde sul collo la leonessa, ma questi sono gesti di affetto e di eccitazione. Questa specie è poligama, infatti le femmine possono accoppiarsi con più maschi nel corso della giornata, ma una volta scelto il compagno restano insieme per giorni isolandosi anche dal branco, infatti il maschio è molto protettivo nei confronti della femmina ed allontana con cattiveria qualsiasi animale si avvicini, lo stesso vale per le femmine se vedono altre femmine intorno al proprio compagno. Una volta avvenuto l’accoppiamento la gestazione dura circa 3 mesi ½ e solitamente nascono da 1 a 4 cuccioli. Per poter partorire la femmina si stacca dal branco per trovare un luogo riparato dove poter far nascere i cuccioli. Dopo il periodo di gestazione i cuccioli che nascono sono ciechi e con gli occhi chiusi (che si apriranno solo una settimana dopo la nascita) e pesano tra 1,2 e 2,1 chilogrammi. Inizialmente non riescono a camminare fino alle tre settimane di vita ed in questo periodo la madre li sposta da una tana all’altra in modo che nella stessa non si accumuli l’odore dei cuccioli e attiri quindi dei predatori. Una volta che i cuccioli avranno 6-8 settimane la madre rientrerà nel branco e questo sarà facilitato se all’interno dello stesso altre femmine avranno partorito, questo consentirà a tutte di prendersi cura dei cuccioli per allevarli insieme e allattare, infatti i cuccioli di leoni non hanno nessuna difficoltà ad essere allattati da altre femmine che non siano le madri. Questo avviene in quanto crescendo insieme i cuccioli crescono in egual misura e possano quindi sopravvivere, questa misura viene anche adottata per proteggere la prole dai predatori. Per la sopravvivenza dei cuccioli, oltre ai predatori come sciacalli, iene e leopardi la causa di morte per circa l’80% di loro è dovuta ad un inserimento nel branco di un leone maschio nuovo e predominante, che uccide tutti i cuccioli in quanto le femmine fino allo svezzamento o alla morte dei cuccioli non saranno fertili. I cuccioli che vengono inseriti nel branco non interagiranno subito con gli adulti del gruppo, anche se gli adulti sono molto propensi a giocare con loro, ma giocheranno tra loro e verranno svezzati intorno ai 6-7 mesi di età. Il leone maschio una volta cresciuto ed arrivato intorno ai 4-5 anni sarà in grado di combattere con il capobranco e sostituirlo, questo fa sì che il tempo a sua volta per avere cuccioli da una femmina del branco è molto limitato, infatti se appena preso il posto del capobranco riesce a procreare potrà avere al massimo due cucciolate prima di essere affrontato da un nuovo maschio per prendere il suo posto. Per quanto riguarda invece le femmine giovani del branco, se lo stesso è numeroso, vengono allontanate in modo che possano cercarsi un nuovo territorio e un nuovo branco in cui vivere.

Comportamento del leone

Il leone è un animale socievole infatti non è raro vedere un branco di leoni a riposo dove le femmine si puliscono la pelliccia tra di loro e i cuccioli giocare insieme. Quando il leone è a riposo sviluppa una serie di comportamenti e movimenti per interagire tra i vari membri del branco, attraverso leccate, sfregamento della testa ecc. Lo sfregamento della testa si pensa sia proprio, oltre ad un gesto di affetto, un gesto di saluto. Oltre a questi gesti anche una vasta gamma di suoni e di espressioni facciali servono per comunicare tra loro, i suoni soprattutto sono variabili di intensità e di frequenza a seconda di quello che devono rappresentare. I suoni emessi principalmente da parte dei leoni sono il brontolio, le fusa, il sibilo, il miagolio e il ruggito e proprio questo è un suono caratteristico di questa specie, lo si può sentire fino ad 8 chilometri di distanza e soprattutto durante la notte, in quanto fa capire ad altri animali la sua presenza in una specifica zona. Essendo un animale socievole non è raro che possa creare dei legami affettivi con animali di altre specie e addirittura con l’uomo. Ci sono varie testimonianze in merito, come ad esempio la leonessa che ha instaurato un’amicizia con una femmina di leopardo, oppure una leonessa che ha adottato ed allattato dei cuccioli di orice (una delle sue prede), oppure una leonessa che ha adottato un cucciolo di leopardo allattandolo. Anche in molti film, libri autobiografici o video si possono vedere e leggere di questi rapporti affettivi con gli umani, come ad esempio Elsa, la leonessa di Nata Libera oppure i vari video di persone che hanno allevato cuccioli di leone per poi lasciarli liberi e ritrovandosi anni dopo il rapporto non è cambiato. Ricordiamoci che il leone è come un gatto, ma molto più grande.

Il leone ha predatori? È in pericolo d’estinzione?

Essendo un felino di grandi dimensioni il leone non ha veri e propri predatori, se non l’uomo e altri leoni che ne uccidono i cuccioli. È anche difficile comunque che il leone attacchi il bestiame o l’uomo, questo avviene solamente se il leone si trova sprovvisto di prede e deve comunque essere affamato. Nella Lista Rossa della IUCN il leone è inserito come vulnerabile (VU), infatti è stato stimato che nei prossimi 20 anni circa il 30% di esemplari di questa specie morirà in quanto la diminuzione delle prede porterà questo animale a doversi cibare di animali domestici e questo causerà da parte dell’uomo una caccia al leone molto più sviluppata rispetto a quella odierna e al bracconaggio.

Curiosità sul leone

Il leone è da sempre considerato il Re della foresta ma non è così in quanto in realtà non vive nella foresta ma nella savana, oltre a questo qui ti segnaliamo alcune curiosità su questo splendido animale che forse non conosci e alcuni modi di dire proprio riferendosi al leone:

  • Si è scoperto che, nel Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania, il 92% circa dei leoni sono soggetti al virus FIV (Virus dell'immunodeficienza felina) che è un virus simile all’HIV dell’uomo. Questo virus però non compromette la salute dei leoni ma solo quella dei gatti;
  • Il leone vive in branchi numerosi formati anche da 30 esemplari e solitamente sono così composti: 3 maschi, 12 femmine e i cuccioli che nascono di anno in anno;
  • Nel branco ci sono ruoli ben determinati e stabiliti e sono definiti dal sesso, infatti i maschi sono responsabili dei cuccioli e di difendere il proprio territorio da altri animali, le femmine sono quelle che cacciano;
  • Nel leone, a differenza di altri animali, la digestione può durare anche tra i 4 e i 5 giorni e solitamente non ha necessità di bere in questo periodo. Nonostante non sia un gran bevitore d’acqua se si trova in presenza di fiumi, laghi o fonti ne beve con molta frequenza;
  • Il leone passa la maggior parte del suo tempo a dormire, solitamente dalle 16 alle 20 ore al giorno e lo fa girandosi sulla schiena o comodamente su un albero;
  • A differenza di altri felini i leoni sono grandi nuotatori;
  • Più la criniera è scura e grande e più è grande la stazza dell’animale, è anche noto che le leonesse preferiscono accoppiarsi con maschi con la criniera scura e lunga;
  • Il leone ha un’ottima vista soprattutto di notte infatti un rivestimento posto sul retro degli occhi che riflette la luce lunare gli permette di vedere benissimo. Ha anche una parta sotto gli occhi di colore bianco che aiuta la luce a riflettere ancora di più;
  • Il leone è considerato animale nazionale in vari paesi del mondo come in Albania, in Bulgaria, in Inghilterra, in Belgio, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Etiopia e a Singapore.

Modi di dire sul leone e il loro significato:

  • Essere un leone in gabbia: vuol dire sentirsi in gabbia, limitato o costretto;
  • Fare la parte del leone: prendersi dei privilegi con la forza, approfittarsi di essere più forte rispetto ad altri;
  • Sentirsi un leone: essere in perfetta forma, sentirsi bene;
  • Meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora: meglio vivere intensamente, assumendosi rischi, che non osare mai;
  • Avere una fame da leone: avere una fame incredibile, avere molto appetito.