Dove vive il leopardo?

Il nome scientifico del leopardo è Panthera pardus ed è un felide che appartiene alla famiglia dei panterini. Il manto del leopardo è di colore fulvo con macchie simili a quelle del giaguaro, ma di forma più piccola e molto più fitte. È un animale molto abile nell’arrampicata e nel salto ed è particolarmente abile a sollevare la preda fino alla biforcazione di un albero, per poterla portare al riparo da altri predatori. Il leopardo è originario dell’Africa anche se ad oggi è quasi scomparso del tutto nella parte del nord Africa, solo alcuni esemplari vivono ancora in Marocco e in Algeria. Vive ancora nell’Africa subsahariana, in Nigeria, in Sudafrica e in Asia più specificatamente in Cina, pochi esemplari vivono ancora anche nello Yemen, in Negev, nell’Oman e in Sri Lanka e in Indonesia dove è presente principalmente sull’Isola di Giava e sull’Isola Kangean.

Habitat del leopardo

Il leopardo, occupando un vasto areale, vive nei più svariati habitat quindi è possibile trovarlo nelle foreste pluviali, nei boschi, nella boscaglia, nelle praterie aperte, nella savana, nelle foreste sempreverdi, nelle colline rocciose, nelle paludi, e nelle coste marine spingendosi fino alle montagne e agli altopiani. Solitamente l’habitat naturale di questo animale lo si trova principalmente vicino a fonti d’acqua, come ad esempio i fiumi, in quanto dopo essersi saziato ha sempre la necessità di bere. Il territorio occupato dai maschi di leopardo si estende dai 30 ai 70 chilometri quadrati e per le femmine dai 15 ai 35 chilometri quadrati, ma nelle regioni montane il territorio può estendersi fino a 400 chilometri quadrati.

Caratteristiche del leopardo

In questa specie il maschio e la femmina si differenziano per la lunghezza del corpo, è soggetto quindi a dimorfismo sessuale, infatti il maschio è lungo da 1 a 1,90 metri mentre la femmina da 95 centimetri a 1,25 metri. La coda è lunga dai 52 ai 90 centimetri ed è alto (al garrese) dai 45 ai 78 centimetri ed il suo peso varia dai 37 ai 90 chilogrammi circa per gli esemplari maschi e tra i 28 e i 60 chilogrammi per le femmine. A differenza di altri felidi le zampe del leopardo sono più corte, questo grazie anche al fatto che il leopardo è l’unico che riesce ad arrampicarsi perfettamente e velocemente sugli alberi. Ha artigli molto lunghi ed affilati che possono raggiungere i 2,5 centimetri di lunghezza ma anche i denti, soprattutto i canini sono molto sviluppati, infatti possono raggiungere anche i 6 centimetri di lunghezza. Le zampe del leopardo sono molto larghe e forti, con cuscinetti nella parte inferiore che gli permettono di muoversi furtivamente e silenziosamente, gli artigli sono retrattili e questo è fondamentale per la caccia. La testa del leopardo è grande e arrotondata, con il muso più corto rispetto ad altri felidi, il suo collo è corto e muscoloso e la sua mascella è particolarmente forte, questo gli consente di poter trasportare molto facilmente prede anche più grandi di lui sia di peso che di taglia. La pelliccia del leopardo varia a secondo dell’areale e dal clima in cui vive per cui può variare il colore, che può essere dal giallo pallido al marrone scuro, fulvo ed è costellata di macchie scure. Nella gola, nella zona del petto e nella zona interna delle zampe la pelliccia è di colore bianco, le orecchie sono di forma arrotondata e la parte posteriore è di colore nero con una macchia di colore bianco internamente, mentre nei fianchi, nel dorso e nella zona superiore delle zampe troviamo le classiche macchie, che formano delle rosette internamente di colore bruno dove a volte compare una macchiolina nera all’interno, proprio come il giaguaro. Nella testa, nelle zampe e nella coda ci sono macchie nere e nella parte terminale della coda si formano degli anelli di colore nero. Queste macchie variano, sia in forma che nella disposizione, da individuo a individuo. La pantera non è altro che un leopardo il cui manto ha subito una variazione di colore a causa di una mutazione genetica che si chiama melanismo, quindi il manto ha mantenuto le classiche macchie che non si possono notare, essendo la pelliccia di colore nero, se non quando l’animale è esposto a certe angolazioni di luce. La velocità che il leopardo può raggiungere in corsa è di 64 chilometri orari ed è in grado di poter sollevare il corpo di una preda molto superiore alla sua stazza. Come abbiamo detto precedentemente, il leopardo, porta le prede cacciate sugli alberi ed essendo un abile arrampicatore può arrivare tranquillamente a 6 metri di altezza, è talmente veloce che può arrampicarsi su alberi di 20 metri in soli tre secondi, ed è l’unico felide che scende dagli alberi sui quali si è arrampicato a testa in giù, quindi con il muso rivolto verso il suolo. È molto abile anche a saltare, infatti da fermo può saltare a 6 metri di distanza ed a 3 metri di altezza, invece quando è in corsa, prendendo una piccola rincorsa, può balzare a 4,5 metri di altezza ed a 12 di lunghezza; è anche un abile nuotatore e può nuotare anche per centinaia di metri, nonostante non ami particolarmente l’acqua. Tante volte il leopardo viene confuso con il ghepardo e il giaguaro ma se lo si guarda bene ci sono alcune differenze con gli altri due felini, infatti le macchie del ghepardo non sono a rosette ma sono macchie di colore nero ben solide ed il suo corpo è più slanciato. A differenza del giaguaro invece il leopardo ha la testa più piccola, la coda più lunga ed il suo corpo è meno tozzo del “cugino”.

Le sottospecie del leopardo

In passato, visto le varianti del manto a secondo dell’area geografica in cui vive il leopardo, erano state stimate un numero altissimo di sottospecie, ma nel corso del tempo e grazie alla IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) sono state classificate 9 sottospecie di leopardo, e sono:

  • Panthera pardus pardus: il cui nome comune è leopardo africano e vive in tutto il continente africano. Il maschio è lungo dai 110 ai 160 centimetri, con la coda lunga dagli 85 ai 100 centimetri, mentre le femmine sono leggermente più piccole, infatti compresa la coda sono lunghe tra i 200 e i 225 centimetri. Questo leopardo trova il proprio habitat nelle aree montane, nelle praterie, nella savana ma anche in zone desertiche e nelle foreste pluviali.
  • Panthera pardus delacouri: il cui nome comune è leopardo indocinese è molto diffuso in Indocina. È facile trovare proprio in questa sottospecie degli esemplari melanici (pantera nera). Rispetto ad altri leopardi la sua taglia è da considerarsi medio-piccola, infatti è lungo circa 120 centimetri, con la coda lunga 90 centimetri ed il suo peso medio è intorno ai 50 chilogrammi.
  • Panthera pardus saxicolor: il cui nome comune è leopardo persiano o leopardo del Caucaso vive ne Caucaso, nel Turkmenistan ed in Iran. Questo leopardo è ad alto rischio d’estinzione, infatti è stato stimato che di questa sottospecie ci siano solo tra gli 871 e i 1290 esemplari. È un dei leopardi più grossi di taglia, è lungo 160 centimetri e alto circa 75 centimetri (al garrese) e può pesare fino a 90 chilogrammi. Nel Caucaso trova il proprio habitat naturale in aree con prati alpini, foreste di latifoglie e può vivere anche su pendici rocciose, steppe montane e foreste di ginepro, lo si trova anche in altitudini che variano dai 600 ai 3800 metri sopra il livello del mare.
  • Panthera pardus fusca: il cui nome comune è leopardo indiano vive in India, in Nepal, in Bhutan, in Bangladesh ed in Pakistan. Raggiunge la lunghezza di 130-140 centimetri mentre le femmine sono lunghe tra 100 e 120 centimetri, la coda è lunga circa 90 centimetri e il peso per i maschi arriva a circa 77 chilogrammi mentre nella femmina a 34 chilogrammi. Il proprio habitat naturale lo trova nelle foreste pluviali tropicali, nelle foreste temperate, nelle foreste di conifere fino ad arrivare ad un’altitudine di circa 2500 metri sopra il livello del mare, dove si incontra anche il leopardo delle nevi.
  • Panthera pardus kotiya: il cui nome comune è leopardo dello Sri Lanka vive solamente nello Sri Lanka. Il maschio misura circa 130-140 centimetri e pesa circa 70 chilogrammi, mentre le femmine misurano circa 100 centimetri e pesano 20-30 chilogrammi. A differenza del leopardo indiano il manto di presenta di colore fulvo e le macchie sono più piccole e più scure. Trova il proprio habitat nelle foreste monsoniche sempreverdi, nella giungla con arbusti secchi, nelle foreste montane, nelle foreste pluviali e nelle foreste con aree umide.
  • Panthera pardus melas: il cui nome comune è leopardo di Giava è originario dell’Indonesia. È di piccole dimensioni, rispetto ad altri leopardi, infatti raggiunge appena poco più di 1 metro di lunghezza, la coda misura circa 90 centimetri e raggiunge i 45 chilogrammi di peso, e il colore della sua pelliccia è molto più scuro. Si abitua a svariati habitat naturali come le foreste tropicali, i boschi di latifoglie e le montagne.
  • Panthera pardus japonensis: il cui nome comune è leopardo della cina settentrionale ed è originario della Cina. Questo leopardo raggiunge 120 centimetri di lunghezza, con la coda lunga circa 90 centimetri ed il peso di circa 50 chilogrammi nei maschi e 43 chilogrammi nella femmina. La sua pelliccia ha un colore più scuro rispetto alle altre sottospecie e più lungo, con le macchie simili a quelle del giaguaro. Vive soprattutto nelle foreste e nelle praterie di montagna.
  • Panthera Pardus nimr: il cui nome comune è leopardo d’Arabia è originario della Penisola Arabica, e vive nello Yemen e nell’Oman. La sua pelliccia ha un colore che varia dal giallo chiaro al color fulvo e la sua taglia è piccola, infatti misura poco più di 1 metro, con la coda lunga 80 centimetri e il suo peso è di circa 30 chilogrammi per i maschi e 20 chilogrammi per le femmine. Trova il proprio habitat naturale lungo le coste del Mar Rosso, sulle montagne ad altitudini tra i 600 e i 2400 metri sopra il livello del mare.
  • Panthera pardus orientalis: il cui nome comune è leopardo dell’Amur, della manciuria e dell’Estremo Oriente è originario della Corea, della Cina e della Russia orientale. Purtroppo questa sottospecie è in grave pericolo d’estinzione, infatti si calcola che ne esistano ancora dai 25 ai 35 esemplari. La pelliccia di questo animale è differente dalle altre sottospecie a partire dal colore che è arancio dorato e che durante l’estate cresce fino a 2,5 centimetri, mentre in inverno cresce addirittura di 7 centimetri. È lungo circa 110 centimetri, con la coda di 90 centimetri e il suo peso varia dai 30 ai 48 chilogrammi. Il suo habitat naturale lo trova nelle aree montane e nelle foreste temperate della Corea. I pochissimi esemplari che ancora vivono sono radicati sui monti Sikhote Alin (Russia) e sugli altipiani di Kaema e Baekdusan (Corea del Nord).

Anche tutte queste sottospecie, fanno parte della Lista Rossa della IUCN perché sono a grave rischio d’estinzione.

Cosa mangia il leopardo?

Come altri felidi anche il leopardo è un predatore prettamente notturno, infatti di giorno preferisce trascorrere il proprio tempo a riposarsi all’ombra. Solo nella foresta pluviale il leopardo può cacciare di giorno, ma non deve essere disturbato da rumori o da altri fonti di disturbo. Il leopardo è un animale molto opportunista che si ciba di prede di taglia medio-piccola come ad esempio le scimmie, i roditori, gli uccelli ma anche di lucertole, pesci, insetti e anche di animali molto più grandi di lui. A seconda dell’area geografica in cui vivono di cibano anche di gazzelle, di impala, i cobi, di facoceri, di gnu, di antilopi, di stambecchi, di istrici, di cinghiali, di cervi, e di tanti altri animali. Possiamo benissimo dire che le prede possono variare dai 5 ai 175 chilogrammi, infatti sono state catalogate più di 150 specie di animali di cui si ciba il leopardo. Le dimensioni delle prede che il leopardo caccia variano a seconda del territorio, infatti se sul territorio vivono altri grandi predatori caccia soprattutto animali di piccola-media taglia, se invece sul territorio dove vive ci sono pochissimi predatori o nessuno allora si concentra su prede molto più grandi. Il leopardo è un predatore molto furtivo e individua la preda tramite l’udito e la vista. Per cacciare si avvicina strisciando in modo da poter saltare addosso alla preda e la uccide con un morso alla gola oppure per strangolamento, essendo un abile arrampicatore può sorprendere la preda saltandole addosso da un albero. Il leopardo è considerato anche un super predatore rispetto ad altri felidi, questo perché i suoi attacchi vanno a buon fine nella maggior parte dei casi, raggiungendo una percentuale del 60% di attacchi andati a buon fine. Un esemplare adulto consuma solitamente da 1,5 a 2,5 chilogrammi di carne al giorno, se invece la preda è molto grossa impiegherà più giorni per mangiarla. Il leopardo fra tutti i felidi è l’animale che ha il miglior rapporto peso-potenza e proprio grazie a questo riesce a cacciare e ad atterrare anche animali che hanno un peso superiore 10 volte il suo.

Riproduzione del leopardo

Per il leopardo il periodo degli amori avviene tra il mese di febbraio e quello di marzo, in questo periodo i maschi si uniscono in gruppi vicino alle aree in cui vivono le femmine, iniziando ad urlare come gatti ma con versi acuti e molto più forti, ingaggiando lotte tra loro per conquistare la femmina. Una volta che le coppie sono formate, queste resteranno unite solo il tempo di accoppiarsi, dopo di che si separeranno. La tana in cui la femmina darà alla luce i cuccioli sarà tra i cespugli e il folto degli alberi, nelle grandi cavità degli alberi o nelle caverne tra le rocce, questo per poter proteggere al meglio i cuccioli dagli altri predatori. La gestazione del leopardo va dai 90 ai 100 giorni e solitamente nascono da 3 ai 5 cuccioli, che al momento della nascita sono ciechi e sulla pelliccia appaiono già le macchie tipiche del leopardo, ma molto più chiare e leggere. Fino a 6 settimane di età non escono dalla tana, dopo questo periodo iniziano a fare piccoli giri nelle vicinanze sempre in prossimità della madre, questo è anche il periodo in cui iniziano a mangiare carne. La madre li svezza proprio in questo periodo di età, anche se non sono ancora in grado di cacciare da soli, infatti la madre insegnerà loro i primi rudimenti di caccia, e solo dopo i 4 mesi ½ di età inizieranno a cacciare piccole prede come rane e roditori. I cuccioli inizieranno man mano a cacciare raggiunto il primo anno di età e rimarranno accanto alla madre fino ai 2-3 anni, periodo in cui lei li allontanerà, in quanto inizierà per un nuovo periodo degli amori e questo farà si che chi avvicinino i leopardi maschi che potrebbero quindi far del male ai suoi cuccioli, per proteggerli ulteriormente e onde evitargli uno scontro mortale preferisce infatti allontanarli.

Pericolo d’estinzione e legislazione

Il maggior pericolo per il leopardo è l’uomo in quanto questo animale viene cacciato dai bracconieri sia per la pelle che per le ossa, in Asia le ossa di questo animale vengono utilizzate per la preparazione di farmaci tradizionali, ma viene anche ucciso da proprietari di bestiame. La CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate) ha inserito il leopardo nella appendice I in quanto in grave pericolo di estinzione, quindi esportare un esemplare di questa specie è possibile solo ed esclusivamente se in possesso di un apposito permesso. Anche la IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera vulnerabile questa specie inserendola nella Lista Rossa come (VU), soprattutto sono in imminente pericolo d’estinzione il leopardo dello Sri lanka e quello di Persia, il leopardo di Giava, d’Arabia e dell’Amur sono a rischio critico. Ci sono comunque vari progetti per crescere questi leopardi in cattività in modo tale da poter ripopolare le specie più a rischio. Proprio per questo stato di vulnerabilità nella maggior parte dei paesi africani la caccia è proibita e, dove permessa è regolamentata.

Curiosità sul leopardo

Ci sono alcune cose o alcuni modi di dire che forse già conoscerai, ma vogliamo comunque condividere alcune curiosità su questo animale:

  • Per marcare il proprio territorio il leopardo utilizza sia un mezzo olfattivo che visivo, infatti utilizza l’urina e grandi graffi sui tronchi degli alberi, per far capire agli altri esemplari che quello è il suo territorio.
  • Il leopardo, pur non amando particolarmente l’acqua è un nuotatore provetto.
  • Essendo anche allevato e cresciuto in zoo o giardini zoologici il leopardo è stato, a volte, sottoposto ad ibridazione, quindi non è raro che si possano vedere i frutti di questi ibridazioni, come ad esempio leopardo-leone, leopardo-puma.
  • Tante volte si sente dire a “macchia di leopardo” o a “pelle di leopardo”, questo detto si riferisce ad un fenomeno esteso irregolarmente sul territorio, cioè il modo in cui sono estese irregolarmente le macchie sul manto del leopardo.