Dove vivono e cosa mangiano i pesci?

Abbiamo scelto i pesci più strani e interessanti del mondo per spiegarti dove vivono e le loro caratteristiche. Qui sotto puoi trovare un elenco con tutti questi esemplari di cui ti ho parlato, cliccando sulla foto o sui nomi troverai tutte le informazioni che cercavi. Buon divertimento!

Il nome pesce deriva dal latino Pisces e raggruppa gli organismi vertebrati ed acquatici con oltre 32.000 specie che formano il 50% delle specie subphylum vertebrata. Nella zoologia moderna i pesci non hanno una categoria tassonomica (categorie che partono dal dominio, dal regno, dalla classe, dalla famiglia, dal genere e dalla specie a cui appartengono gli animali) ma identifica i pesci come un insieme di animali molto simili tra loro, quindi forniti di pinne e con lo stesso sistema di respirazione branchiale. Il più antico pesce esistito al mondo è il Haikouichthys Ercaicunensis, un piccolo animale lungo circa 3 centimetri con la testa che possedeva dalle 6 alle 9 branchie, che era già munito di pinne ventrali e caudali e che visse nel Cambriano, circa 550 milioni di anni fa. Alcuni fossili di questo pesce furono ritrovati in Cina. Dall’estinzione dei primi pesci e l’evoluzione di quelli che sono riusciti a sopravvivere, al giorno d’oggi il più grande pesce vivente è lo squalo balena, che può tranquillamente pesare 34 tonnellate e può raggiungere il 20 metri di lunghezza, mentre il più piccolo Paedocypris Progenetica raggiunge al massimo i 10 millimetri nell’ esemplare maschio, e 7,9 millimetri di lunghezza la femmina.

Raggruppamento dei pesci

I gruppi parafiletici (quei gruppi che includono una specie dove gli esemplari derivano tutti da un progenitore comune) dei pesci non sono del tutto definiti ma generalmente sono rappresentati da varie specie primitive di pesci come:

  • Agnatha: pesci primitivi con mascelle ossee o di cartilagine.
  • Cephalaspida: completamente estinti e dai quali provengono e derivano solo le attuali lamprede.
  • Heterostraci: completamente estinti dai quali si sono evolute le attuali missine.
  • Anaspida: erano pesci corazzati che si sono estinti definitivamente nel Devoniano.
  • Gnathostomata: pesci con uno scheletro più evoluto rispetto agli antenati, con mascelle ossee o di cartilagine.
  • Acanthodii: erano pesci evoluti e veloci rispetto agli antenati e che si sono estinti definitivamente nel Permiano.
  • Placodermi: pesci corazzati solo in parte, completamente estinti nel Carbonifero.
  • Chondrichthyes: è un vasto gruppo di pesci ai quali appartengono gli attuali pesci cartilaginei.
  • Crossopterygii: gruppo che comprende solo due specie Latimeria, i pesci appartenenti a questo gruppo originò gli anfibi che colonizzarono successivamente l’ambiente terrestre.
  • Actinopterygii: gli appartenenti a questa classe costituiscono la maggior parte dei pesci ossei che vivono tutt’ora. La classe dei pesci è quella che più si distingue durante il periodo evolutivo (che ebbe inizio più di 500 milioni di anni fa) e che ha permesso ai pesci evolutosi fino ad oggi di assumere le forme e i colori odierni, e che si sono sviluppati e adattati ad ogni sorta di habitat, cibo e condizione climatica.

Habitat dei pesci

I pesci si possono trovare in qualsiasi mare, oceano, fiume, lago, cave ecc., sia in acqua dolce che in acqua salata e sono di varie forme e varie dimensioni. Ci sono anche specie di pesci che vivono nei fiumi e corsi d’acqua montana come le trote, i salmoni o dei laghi come la carpa comune. Le specie che vivono in mare solitamente hanno la pelle color argento-blu questo per potersi confondere con il colore del mare e mimetizzarsi agli occhi dei predatori, altre specie hanno una forma slanciata per poter nuotare molto velocemente in modo da poter sfuggire agevolmente ai predatori o ai pescatori, mentre altri per difendersi si radunano in branchi molto numerosi. Possono trovare il proprio habitat anche vicino alle coste, nei fondali rocciosi o nei fondali sabbiosi o ghiaiosi, vicino alle barriere coralline e negli abissi più profondi. In Antartico ci sono specie che si sono evolute per poter vivere tra il ghiaccio e possono arrivare a profondità di oltre 4000 metri. Esistono anche pesci, come i Saltafango, che possono vivere e spostarsi sulla terraferma per alcuni giorni. Come abbiamo detto precedentemente i pesci vivono in tutti i tipi di acqua, salata, dolce e salmastra, nel corso dei secoli e dell’evoluzione alcune specie sopravvissute si sono dovute adattare a qualsiasi tipo di ambiente. Ci sono anche pesci che, durante il corso della loro vita possono cambiare tipo di acqua in cui vivere, quindi possono passare dall’acqua dolce a quella salata e viceversa, mentre altri che vivono in zone lagunari o palustri possono spostarsi nelle acque salate del mare.

Caratteristiche dei pesci

Partendo dal presupposto che quasi tutti i pesci sono simili e abbiano delle caratteristiche comuni, l’evoluzione di alcune specie ha permesso la divisione di oltre 30000 esemplari, di forma e colori diversi, per questo è difficile integrare questa biodiversità in una sola specie o sottospecie. Solitamente i pesci sia per l’habitat sia per il tipo di alimentazione hanno il corpo diversificato a seconda delle specie, questo perché il corpo ha la necessità di adattarsi alla vita acquatica. Di seguito ti spieghiamo le varie forme anatomiche che possono avere i pesci:

  • Forma Fusiforme: questa è la forma più comune da trovare nei pesci, specialmente in quelli che vivono in fiumi, laghi e quelli che vivono vicino alle coste.
  • Forma Appiattita sul dorso: è la forma dei pesci che solitamente vivono pressoché alla superficie dell’acqua. Alcune di queste specie hanno anche sviluppato occhi sporgenti in modo tale da poter vedere a filo d’acqua le proprie prede, come ad esempio poter subito vedere gli insetti.
  • Forma Compressa lateralmente: hanno questa forma soprattutto i pesci che vivono nella barriera corallina, che si muovono tra piante o rocce.
  • Forma Appiattita sull’addome: sono i pesci che vivono sui fondali, questa forma è ideale per aver presa sul fondale o sulle rocce.
  • Forma Compressa ai fianchi e carenato: è la classica forma idro e aerodinamica che permette al pesce di saltare e planare a filo d’acqua e fuori dall’acqua.
  • Forma Anguilliforme: la forma del corpo è allungata e flessibile, e questa struttura del corpo lo troviamo in pesci che vivono tra la sabbia, negli anfratti, come ad esempio le anguille.
  • Forma Aghiforme: sono pesci con forma allungata ma rigida e i pesci di questa forma solitamente vivono vicini alla superficie d’acqua oppure tra le alghe.
  • Forma Squaliforme: il corpo è affusolato e idrodinamico, adatto a quei pesci che cacciano, quindi in possesso di una forte muscolatura e che nuotano per lungo tempo.
  • Forma Piatta: è la classica forma che hanno le razze e le sogliole, questa forma del corpo serve ai pesci per vivere sul fondale, per mimetizzarsi. Solitamente i pesci che hanno questa forma del corpo hanno entrambe gli occhi posti sul lato opposto, unica eccezione sono le razze e i trigoni che hanno gli occhi posti ai lati della testa (sinistra e destra) e hanno una lunga coda.
  • Forma Ovoidale o parallelepipedo: solitamente i pesci che hanno questa forma sono tozzi e muscolosi, ricoperti di aculei o placche ossee.
  • Forma Cavallina: è la classica forma dei cavallucci marini o del pesce ago, la loro testa è a forma di cavallo e il loro corpo è snello, eretto e con la coda prensile.

Le dimensioni del corpo dei pesci varia da specie a specie, ad esempio dai 16 metri dello squalo balena agli 8 millimetri del Schindleria brevipinguis. Come abbiamo detto i pesci sono vertebrati, quindi hanno un endoscheletro che può essere formato da cartilagine o da ossa. Lo scheletro osseo forma il cranio, che a sua volta è dotato di mascelle fornite di denti, dalla colonna vertebrale, di costole e di varie ossa che sostengono le pinne. Per nuotare e spostarsi i pesci contraggono i muscoli che si trovano lateralmente rispetto alla colonna vertebrale ed ogni muscolo è composto da tessuto muscolare scheletrico che ha la forma a V o W. Contraendosi questi muscoli producono un ondulazione che da la spinta al pesce in avanti, le pinne invece danno stabilità al pesce e ne aumentano la velocità nel nuoto. I muscoli scheletrici sono formati da:

  • Fibra bianca: questa fibra è ricca di mioglobina (proteina globulare che serve per legare reversibilmente l’ossigeno) e di mitocondri (organi utili alla respirazione cellulare, che sono costituiti da sacchette che contengono enzimi respiratori). La fibra bianca è al massimo grado di vascolarizzazione.
  • Fibra rossa: questa fibra muscolare si contrae lentamente e sopporta molto bene la fatica, durante il movimento, al contrario di quella bianca che si contrae più velocemente ma non è resistente all’affaticamento.

Per quanto riguarda queste due fibre la rossa è presente nei pesci che sono grandi nuotatori mentre le bianca è presente maggiormente nei pesci che vivono nei fondali e che si spostano poco. Abbiamo parlato del corpo del pesce ma ci sono altre caratteristiche che distinguono i pesci dagli altri animali:

  • La Bocca: nel corso del tempo la bocca dei pesci si è evoluta a seconda dell’habitat e da come si cibano. Solitamente i pesci che vivono in superficie, a filo d'acqua, hanno la bocca rivolta verso l’alto, nei pesci che vivono a mezza altezza è parallela al corpo e in quelli che vivono a grandi profondità è rivolta verso il basso. Solitamente la bocca dei pesci che vivono nei fondali è a ventosa, altri pesci invece hanno la bocca a forma tubolare per poter aspirare il cibo dalle rocce e dagli anfratti, i pesci predatori invece, come gli squali o i piranha, hanno bocche molto strutturate con file multiple di denti ossei;
  • I denti: da specie a specie la dentatura può variare e i denti possono essere presenti su entrambe le mascelle, sul vomere, e sul palato. I denti solitamente sono di forma conica, ma possono essere anche appuntiti, seghettati, aghiformi. I denti che fanno parte della fila anteriore, che sono gli unici che hanno una funzione per nutrirsi e cacciare, sono abbastanza deboli e cadono, quindi i denti della fila posteriore li sostituiscono;
  • Le pinne:sono formati da raggi ossei o di cartilagine. Possono essere impari (una dorsale, una caudale e 1-2 anali) oppure pari (pettorali e ventrali). In alcune specie di pesci la pinna dorsale può fondersi con la pinna anale e la caudale formando un’unica grande pinna, mentre la pinna caudale è colei che da la spinta al pesce nel nuoto e rispetto ai cetacei è verticale e si sposta da sinistra a destra:
  • La pelle: la pelle dei pesci è composta da due strati, uno epidermico (la parte esterna) e uno dermico (parte interna della pelle e vascolarizzato), ma la maggior parte dei pesci è ricoperto di scaglie che sono posizionate sopra l’epidermide. Queste scaglie sono composte da materiale osseo molto simile alla dentina, e sono incastrate l’una con l’altra e sono in continua crescita. La funzione di queste scaglie è quella di rendere la pelle del pesce idrodinamica e farlo scivolare senza problemi nell’acqua. Non tutti i pesci però posseggono queste scaglie infatti altri hanno piastre ossee, altri ancora pelle nuda ispessita, altri hanno spine come i pesci palla o i pesci istrice;
  • Il cervello: rispetto ad altri animali i pesci hanno un cervello piuttosto piccolo, la forma e le dimensioni però dipendono da specie a specie. Nella parte frontale del cervello si trovano i lobi olfattivi, che sono molto sviluppati soprattutto nei pesci che cacciano basandosi sull’olfatto. Il cervello e il midollo spinale nei pesci costituiscono il sistema nervoso centrale;
  • Gli occhi: la vista dei pesci è stata sviluppata in base alle necessità che il pesce ha, la maggior parte delle specie hanno occhi su ciascun lato della testa e questo gli consente di avere una visuale a 360° anche se ognuno dei due occhi mette a fuoco indipendentemente l’uno dall’altro;
  • L’apparato respiratorio: come tutti sappiamo i pesci respirano attraverso le branchie, che sono costituite da strutture filamentose. L’acqua ricca di ossigeno che viene immessa nel corpo del pesce viene poi fatta passare attraverso le branchie dove avviene l’assunzione dell’ossigeno e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Una peculiarità delle branchie del pesce è quella che la circolazione del sangue va controcorrente rispetto a quella dell’acqua, questo permette al pesce di assumere una grande quantità di ossigeno disciolto. I pesci cartilaginei hanno dalle 4 alle 7 branchie mentre i pesci ossei ne hanno una sola per lato. Nel caso delle anguille, come negli anfibi, l’ossigeno per respirare viene assorbito direttamente dalla pelle;
  • Apparato respiratorio: nei pesci è molto semplice, infatti il sangue viene pompato dal cuore (a due camere) passando attraverso le branchie , dove poi raggiunge l’intero corpo per poi tornare al cuore.

Alcuni pesci non sono in grado di regolare la propria temperatura corporea, quindi la temperatura del corpo è identica a quella dell’ambiente in cui vivono, altri invece sono omeotermi e riescono a mantenerla costante nonostante l’ambiente circostante. I pesci spada invece riescono a riscaldare solo gli occhi e il cervello, mentre il tonno e gli squali riescono mantenere la propria temperatura corporea fino a 20°C. La temperatura corporea viene mantenuta trattenendo il calore generato dai muscoli utilizzati durante il nuoto.

Cosa mangiano i pesci?

I pesci possono essere erbivori, carnivori, necrofaghe e onnivore, a seconda delle specie.
Gli erbivori: si nutrono principalmente di fitoplancton filtrandoli attraverso delle strutture che hanno nelle branchie. Si nutrono anche di alghe e di fanerogame (piante marine), come la Posidonia oceanica.
I carnivori: a secondo della specie si nutrono di prede che cacciano sui fondali marini, di crostacei, di insetti.
I necrofagi: si nutrono principalmente di animali morti o feriti a morte.
Gli onnivori: si nutrono di tutto ciò che è mangiabile, dagli altri animali ai vegetali. Molti pesci proprio per la ricerca di cibo compiono delle vere e proprie migrazioni, che possono essere piccoli spostamenti o vasti spostamenti se vivono negli oceani. Migrano anche per riprodursi in quanto le uova, attraverso le correnti marine, si spostano verso aree chiamate nursery in cui trovano cibo, nutrimento e protezione dai predatori.

Riproduzione dei pesci

Rispetto alle altre classi animale come ad esempio i mammiferi, la maggior parte dei pesci si riproduce tramite le uova, essendo ovipari, vengono sviluppate e fecondate al di fuori del grembo materno e vengono deposte in un nido oppure abbandonate casualmente, infatti solo alcune specie di pesce si occupa della prole anche proteggendo i nidi. La maggior parte dei pesci ha sessi separati, come maschio e femmina ma in alcune specie come ad esempio i Teleostei sono ermafroditi, e in questi animali può avvenire anche l’autofecondazione. Alcuni pesci riescono già a riprodursi dopo il primo anno di vita mentre in altri la riproduzione avviene in tarda età, mentre altre si riproducono una sola volta nel corso della loro vita. Il periodo riproduttivo avviene a seconda delle aree geografiche in cui vivono i pesci, ad esempio nel Mar Mediterraneo la riproduzione avviene in primavera e in inverno, nelle aree tropicali avviene durante l’arco di tutte le stagioni. I pesci crescono costantemente soprattutto prima che avvenga la maturità sessuale e rallenta solo dopo questa fase, ma continua.

Comportamento dei pesci

Il comportamento dei pesci, a differenza di quello che tutti pensano, è fondato su un meccanismo di comunicazione come altri vertebrati, infatti alcune funzioni per avvisare di un pericolo o per comunicare tra loro sono elaborate da porzioni differenti del cervello e del sistema nervoso, come ad esempio nell’uomo, dove nella parte dell’emisfero sinistro del cervello viene localizzata la proprietà di linguaggio mentre la vista e altre abilità vengono localizzate nell’emisfero destro. Per quanto riguarda i suoni non tutti i pesci ne riescono ad emettere e le specie che ci riescono hanno dovuto, nel corso dell’evoluzione, modificare alcuni organi che mossi creano brontolii cupi. Anche il linguaggio del corpo è fondamentale per comunicare tra pesci, per stabilire rapporti gerarchici nei branchi.