Dove vive il salmone?

Il nome scientifico di questo pesce è Salmo Salar ed è noto anche come salmone dell’Atlantico o semplicemente salmone. È un pesce osseo che può vivere sia in acqua dolce che salata e lo si trova soprattutto nei mari freddi e temperati del nord Atlantico. Il Salmo Salar è l’unica specie di salmone che è presente in natura ed è originario dell’Oceano Atlantico. Lo si trova anche tra il Golfo di Guascogna e il Circolo Polare Artico, ma anche in Islanda, nel Quebec, nel New England, nel Mar Baltico, in Groenlandia. Nel corso del tempo è stato introdotto, con successo, da parte dell’uomo anche in Cile, in Argentina, in Nuova Zelanda e in Australia. Come abbiamo detto è un pesce che si sposta facilmente dalle acque dolci a quelle salate e per questo è un pesce che migra, infatti tra gli 1 e i 6 anni di età gli esemplari giovani si spostano dalle acque dolci dei fiumi alle acque salate dei mari, dove restano fino alla maturità sessuale per poi migrare nuovamente verso i siti di riproduzione.

Indice dei contenuti

  1. Habitat del salmone
  2. Caratteristiche del salmone
  3. Cosa mangia il salmone?
  4. Riproduzione del salmone
  5. Perchè il salmone viene pescato?
  6. Il salmone in cucina
  7. Legislazione e conservazione del salmone

Habitat del salmone

Gli esemplari giovani di salmone solitamente vivono nei fiumi, specialmente nei tratti con correnti rapide e con acque fredde. Oltre a trovarli nei fiumi e nei mari molte specie di salmone vivono anche nei laghi, come quelli Finlandesi, Svedesi (Lago Vänern) e in Russia (Lago Onega e Lago Ladoga). A differenza di altri salmoni quello che vive nel Mar Baltico non migra neanche per riprodursi.

Quali sono le caratteristiche del salmone?

Il corpo del salmone è slanciato e fusiforme con una testa piccola rispetto al resto del corpo, nei piccoli esemplari l’occhio è grande mentre crescendo e man mano che aumenta la taglia, l’occhio diventa sempre più piccolo. La bocca raggiunge il bordo posteriore dell’occhio mentre negli esemplari vecchi di età, soprattutto nei maschi, le mascelle risultano incurvate. Per quanto riguarda le pinne ha il peduncolo caudale sottile, mentre la pinna caudale presenta un’incisione molto piccola nel centro con i lobi appuntiti ed è ampia. Ha due pinne dorsali di cui una grande e l’altra molto più piccola con il margine grigio o trasparente, mentre la pinna anale è più piccola rispetto a quella dorsale; le pinne ventrali sono posizionate molto indietro rispetto ad altri pesci e sono all’altezza della prima pinna dorsale, sono piccole come le pinne pettorali. La pelle del salmone, quando è in acqua salata o marina è di colore argento, sul dorso è di colore blu o grigio con il ventre di colore bianco, sui fianchi ha piccoli punti neri che possono essere di forma rotonda o a forma di x e sono molto piccole. Come sappiamo il salmone risale le correnti dei fiumi e proprio quando iniziano la risalita il colore della pelle diventa più brillante e vivace e meno argentea, diventa bruna o verde-gialla; nei maschi solitamente si hanno puntini di colore arancio o neri. Nei giovani esemplari, che vivono in acqua dolce, il colore della pelle presenta un colore bruno o bluastro sul dorso, mentre sui fianchi hanno macchie color arancio e alcune macchie violacee o blu di forma ovale. Il salmone può raggiungere fino a 1,5 metro di lunghezza e pesare circa 26 chilogrammi e solitamente vive fino a 13 anni, anche se l’età media è tra i 4 e i 6 anni.

Cosa mangia il salmone in natura?

In mare si nutre principalmente di pesci, crostacei, seppie, calamari, polpo o moscardini; in acqua dolce invece si nutre, specialmente i giovani esemplari, di insetti, piccoli crostacei e molluschi, mentre nel momento in cui risale i fiumi non si nutre.

Come si riproduce il salmone?

Sia i maschi che le femmine di questo pesce, dopo aver vissuto per un periodo in mare, per riprodursi migrano fino alla parte alta dei fiumi, e questo avviene durante il periodo invernale. I luoghi di riproduzione sono quelli dovo sono nati e riconoscono queste zone tramite l’olfatto molto sviluppato o grazie alla memoria. La zona di riproduzione solitamente presenta acque basse con poca o media corrente e dove sono presenti pozze con fondo di ghiaia, una volta raggiunta questa zona la femmina forma degli avvallamenti di circa 10-15 centimetri dove depone le uova, il maschio una volta deposte le uova le feconderà e le ricoprirà di ghiaia per proteggerle. Sia i maschi che le femmine si accoppiano con più individui e dopo l’accoppiamento la maggior parte dei maschi muore e le femmine che restano, una volta deposte le uova difficilmente lo faranno per una seconda volta, compiendo nuovamente la migrazione. Le uova si schiudono nel periodo che va tra marzo e aprile e restano nascoste nella ghiaia fino al completo consumo del sacco vitellino, dopo di che i piccoli usciranno e inizieranno a cibarsi di piccoli organismi. Una volta raggiunti i 6-7 centimetri di lunghezza inizieranno a nutrirsi di prede più grandi e inizieranno a sviluppare un comportamento molto territoriale. In questo periodo alcuni esemplari maschi possono raggiungere la maturità sessuale, questo permette loro di potersi accoppiare con femmine che effettuano la risalita del fiume, una volta avvenuto l’accoppiamento alcuni prenderanno la via del mare scendendo lungo il fiume. Ad un anno di età, raggiunti i 10-15 centimetri, ridiscendono i fiumi sfruttando le piene, solitamente questo avviene in primavera, di notte e in branchi. Una volta raggiunto il mare di fermano presso gli estuari, dove vivranno tra i 5 e i 18 mesi e dove si nutriranno di crostacei, dopo tale periodo si allontaneranno dalla costa e vivranno in mare aperto.

Perchè il salmone viene pescato?

Come si sa la carne di questo pesce è molto pregiata, anche perchè molto morbida e il suo colore tipico rosato rende questo pesce uno dei più pregiati in assoluto. La pesca del salmone è elevatissima e viene catturato con vari tipi di reti, inoltre è una delle specie di pesce più allevato negli impianti di itticoltura. Tra i maggiori produttori di salmone ci sono la Norvegia, il Canada e la Scozia, e proprio il salmone atlantico è quello più utilizzato per la produzione del salmone affumicato.

Il salmone in cucina

Essendo un pesce con una carne molto pregiata e morbida l’uso del salmone in cucina è molto diffuso, esistono infiniti modi di cucinarlo, al forno, in padella, alla piastra, come primo piatto (con pasta), come secondo piatto, in filetti , in tranci ecc. Il salmone viene molto utilizzato anche nella cucina Giapponese. Ma il sushi di salmone non è Giapponese come tutti pensiamo, ma bensì Norvegese, infatti è solo dal 1985 che il salmone è entrato a far parte della cucina Giapponese, questo perché la Norvegia verso la fine degli anni ‘70 si trovò con un problema di sovrapproduzione di salmone, così incaricò un rappresentante del Governo a vendere questo pesce proprio in Giappone, dove non veniva utilizzato perché considerato un pesce senza un buon sapore, con l’odore troppo particolare e un colore che non piaceva, gli ci vollero 10 anni circa prima di riuscire a vendere tonnellate di salmone al Giappone, e da quel momento il salmone nel sushi entrò a far parte della cucina giapponese.

Legislazione e conservazione del salmone

Come tutti gli animali anche il salmone appare nella lista della IUCN ma è classificato come a “rischio minimo” d’estinzione, e questo non grazie all’uomo, nel senso che questo pesce viene continuamente pescato per poi essere venduto nei mercati, ristoranti, ecc. di quasi tutto il pianeta, per non parlare dell’inquinamento dei mari. Per fortuna esistono molti allevamenti che immettono in mare giovani esemplari per la ripopolazione della specie. Gli esemplari però di allevamento, rispetto alle specie autoctone hanno una riproduzione molto inferiore, e l’incrocio tra salmone da allevamento e quello autoctono abbassa di molto la sopravvivenza dei piccoli.