Dove vivono i rettili più belli del mondo, nomi e immagini.

Nel nostro elenco di rettili puoi trovare alcune tra le specie più strane e belle del mondo. Divertiti scoprendo tutte le caratteristiche di questi animali esotici!

Il nome scientifico della classe dei rettili è Reptilia, che deriva dal latino reptilis cioè strisciante. Di questa classe di animali ne fanno parte circa 10.300 specie ed è la prima classe di vertebrati che è riuscita ad adattarsi, nella preistoria, alla vita terrestre uscendo definitivamente o quasi dall’acqua. Sono animali tetrapodi (hanno 4 arti, ad eccezione dei serpenti) e questa classe comprende tartarughe, coccodrilli, serpenti, lucertole ecc., inclusi gli anfibi, e i rettili estinti (dinosauri). I primi rettili sono comparsi sulla terra circa 312 milioni di anni fa, durante il periodo Carbonifero e vivevano soprattutto in acqua. Con il passare del tempo si sono evoluti e si sono adattati sempre di più a vivere sulla terraferma. I primi rettili esistiti proprio durante il Carbonifero sono:

  • Hylonomus: piccolo rettile che misurava tra i 20 e i 25 centimetri, compresa la coda, con denti piccoli e affilati e molto probabilmente si nutriva di piccoli invertebrati. Questo animale era molto simile alla lucertola dei giorni d’oggi, e alcuni fossili sono stati trovati in Canada.
  • Casineria: misurava dalla testa alla coda circa 15 centimetri, si suppone che si cibasse di piccoli invertebrati. Le piccole zampe terminavano con cinque dita con artigli, e dagli studi dovrebbe essere stato proprio il primo esemplare artigliato, la sua pelle era squamosa, tipica dei rettili. Visse 334 milioni di anni fa ed i fossili trovati in Scozia, nei pressi di Edimburgo, hanno portato alla luce che aveva caratteristiche sia dell’anfibio che del rettile. Al giorno d’oggi sarebbe paragonato ad una piccola lucertola.

Oltre a molti rettili che si sono evoluti nel corso dei secoli, ce ne sono stati moltissimi che si sono estinti. Soprattutto nel periodo Cretaceo-Paleogene è avvenuta la completa estinzione degli pterosauri, plesiosauri, ornitici e sauropodi, così come i tirannosauridi, i dromaeosauridae e altri. La pelle dei rettili è cheratinizzata e squamosa, i polmoni di questi animali a differenza degli anfibi hanno delle cavità comunicanti, in modo tale che venga compensata l’assenza di respirazione transcutanea. La circolazione è doppia nella maggior parte delle specie di questa classe, tranne nel coccodrillo che ha il cuore formato da due ventricoli divisi internamente ma esteriormente hanno un’apertura che collega le due arterie alla base, tra i due ventricoli. Questo è fondamentale per quando passa del tempo in acqua, infatti questa valvola ha la capacità di aprirsi e chiudersi quando si immerge o quando il coccodrillo respira al di fuori dell'acqua. Come abbiamo detto, la maggior parte dei rettili possiedono 4 zampe, anche i serpenti derivano da animali con quattro arti, pur non avendone. A differenza della classe degli anfibi i rettili sono ovipari, anche se alcune specie sono vivipare, in pratica i feti si sviluppano all’interno di uova, queste uova sono circondate da membrane per proteggere il feto. I rettili attuali variano di dimensione e peso a seconda della specie, come ad esempio il geco che dalla testa alla coda misura circa 15 centimetri e il coccodrillo d’acqua salata che è lungo circa 6 metri per 1000 chilogrammi di peso. I rettili vivono in quasi tutti i continenti e le aree geografiche del mondo ad eccezione dell’Antartide.

Dove vivono i rettili

Come abbiamo detto i rettili sono diffusi in quasi tutto il mondo, ad eccezione delle aree geografiche molto fredde, in quanto, a differenza dei mammiferi, non sono in grado di regolare la propria temperatura corporea. In pratica dove in inverno le temperature scendono di parecchi gradi alcuni rettili vanno in ibernazione, se invece durante il periodo estivo le temperature salgono al di sopra della media vanno in estivazione. Quasi tutti i rettili vivono nelle pianure, nelle aree equatoriali, ma anche a varie altitudini sopra il livello del mare. In Italia ad esempio la lucertola vivipara e la vipera le si possono trovare fino ai 2000 metri di altitudine. Nessun rettile è migratore o quasi nessuno, ad esempio le testuggini e alcuni serpenti sono solito spostarsi in cerca di cibo. La maggior parte di questi animali vive sulla terraferma e nelle aree umide. Vivono nei boschi, sul suolo ma anche nel sottosuolo, sugli alberi, su tronchi ecc. e sono poche le specie che vivono in aree asciutte e sabbiose o in aree rocciose.

Ordine dei rettili

Tra i rettili esistono i suddetti ordini:

  • Cheloni: ne fanno parte le tartarughe e le testuggini.
  • Loricati: ne fanno parte coccodrilli, alligatori, gaviali e caimani.
  • Rincocefali: ne fa parte solo una specie i tatuata. (rettili della Nuova Zelanda).
  • Squamati: ne fanno parte le lucertole, le iguane, i varani, i gechi, i serpenti ecc.

Caratteristiche dei rettili

I rettili hanno parecchie caratteristiche che li differenziano in modo sostanziale dalle altre classi animali, come ad esempio la circolazione, la pelle, la respirazione, la vista ecc. Partendo proprio dal cuore, la maggior parte degli squamati (maggior numero di esemplari della classe dei rettili) è composto da tre camere con due arterie aortiche e un ventricolo. Il cuore di questi rettili è strutturato da seno venoso, atrio sinistro, atrio destro, vene, arterie, cresta muscolare, vene polmonari ecc. Questa struttura del cuore porta alla circolazione sistemica, cioè il sangue ossigenato e quello deossigenato variano a seconda delle specie e dallo stato dell’animale. Può succedere anche che il sangue deossigenato possa essere deviato nel corpo e quello ossigenato nei polmoni, questa variazione del flusso sanguigno consente una termoregolazione molto più efficace soprattutto negli animali che devono immergersi a lungo (rettili acquatici). I coccodrilli ad esempio hanno un cuore formato da quattro camere (sistema simile a quello degli uccelli) e hanno due aorte sistemiche che permettono di eludere la circolazione polmonare. I rettili hanno il sangue freddo che limita quindi di mantenere stabile la temperatura corporea come ad esempio nei mammiferi a sangue caldo, quindi si basano sulle temperature esterne, fonti esterne di calore. Per le lucertole, ad esempio, la fonte di calore esterna varia tra i 24°C e i 35 °C, mentre per le specie che vivono costantemente al caldo, come ad esempio l’iguana del deserto la temperatura fisiologica va dai 35°C ai 40°C. Solo quando l’animale è in movimento la temperatura corporea è ottimale, mentre se a riposo si abbassa molto rapidamente, infatti come per tutti gli animali, di qualsiasi classe essi siano, l’azione muscolare produce calore corporeo. Nonostante si abbassi la temperatura corporea quando l’animale è a riposo, questo gli permette di non disperdere energie e di risparmiarne, ad esempio un coccodrillo, se non si muove e non consuma energie ha necessità di ⅕ del fabbisogno di cibo rispetto ad un leone con lo stesso peso, proprio perchè non consuma energie ma le accumula stando semplicemente fermo. Per quanto riguarda la respirazione, tutti i rettili respirano utilizzando i polmoni, e per ogni specie di rettile la ventilazione polmonare varia. Negli squamati la muscolatura per respirare è utilizzata anche per muoversi e correre, per questo molti rettili devono trattenere il respiro durante la corsa, ma alcune specie come i varani o le lucertole utilizzano il pompaggio buccale, cioè respirano con le guance e questo permette loro di riempire i polmoni anche durante una corsa veloce o rapidi spostamenti. La pelle dei rettili è formata da un “foglio” di cellule cornee che la rende stagna e consente a questi animali di poter vivere sulla terraferma. La pelle è sottile e priva dello strato dermico che hanno invece i mammiferi. Le parti esposte della pelle dei rettili sono difese da scaglie e scudi, che formano una specie di armatura. Nelle tartarughe ad esempio, il corpo è nascosto all’interno di un guscio (carapace) che è molto duro e composto da scudi fusi. Essendo così sottile e leggera la pelle dei rettili molto spesso viene utilizzata per accessori di moda, come borse, scarpe, cinture e quella più usata solitamente è quella di coccodrillo. Questa classe di animali cambia spesso la pelle, praticamente per tutta la loro vita; gli esemplari più giovani sono quelli che cambiano spesso la pelle (muta), ogni 5-6 settimane, in quanto sono in piena crescita, mentre negli adulti la muta avviene al massimo 3-4 volte l’anno. La muta comporta la formazione di un nuovo strato di pelle sotto a quella vecchia e il sollevamento della vecchia pelle avviene in quanto gli enzimi proteolitici e il fluido linfatico fanno in modo da far staccare la pelle vecchia da quella nuova, perdendo quindi la vecchia. I serpenti ad esempio effettuano la muta dalla testa alla coda, mentre altri animali cambiano la pelle solo in alcuni punti del corpo.

Cosa mangiano i rettili

Essendo tantissime le specie di animali appartenenti alla classe dei rettili, ogni tipo ha le proprie abitudini alimentari, ci sono specie carnivore e specie onnivore. Di seguito elenchiamo alcuni tipi di alimentazione:

  • Alimentazione dei serpenti: rispetto ad altri rettili l’alimentazione è molto particolare, infatti nutrendosi di altri animali (che spesso ingeriscono interi) non si fanno nessun problema a mangiare anche le uova. I serpenti usano molto l’olfatto per trovare le prede, in quanto non hanno una vista molto sviluppata, e quando decido di catturare la preda restano in attesa per poi catturarla, come fanno altri rettili come i coccodrilli ed alcune specie di tartarughe.
  • Alimentazione rettili carnivori: la maggior parte dei rettili è carnivora, si cibano di insetti e piccoli animali, di vermi e molluschi, di formiche, i varani ad esempio si cibano anche delle carogne di animali morti. La dieta dei rettili carnivori però varia a seconda delle stagioni e dal clima, ma resta pur sempre carnivora. Utilizzano anche varie tattiche per catturare le prede, come ad esempio i sauri utilizzano la loro vista molto sviluppata per individuare la preda per poi andarla a prendere, il camaleonte invece resta immobile e cattura piccoli insetti con la lunga lingua.
  • Alimentazione dei rettili onnivori: questi rettili a volte possono cibarsi anche di carne, ma si nutrono anche di alghe ed erba. Ad esempio l’iguana marina e le tartarughe spesso e volentieri si nutrono di alghe.

Come abbiamo appena visto i rettili possono essere carnivori e onnivori e la digestione di questi esseri è molto più lenta rispetto ai mammiferi. Il loro metabolismo non ha necessità di un apporto energetico alto, infatti alcune specie (serpenti e coccodrilli) possono stare anche molto tempo senza mangiare dopo essersi nutriti una prima volta. I rettili erbivori, che si nutrono di alghe, hanno problemi di masticazione quindi inghiottono piccole rocce o ciottoli per aiutare proprio la digestione. Le rocce infatti una volta ingerite vengono “lavate” nello stomaco aiutando così a macinare l’erba o le alghe.

Riproduzione dei rettili

Molti di questi animali si riproducono dopo l’atto sessuale, mentre altri sono in grado di riprodursi in modo asessuato. La maggior parte dei rettili hanno organi atti alla copulazione, solitamente retrattile o invertiti e interni al corpo. Le tartarughe e i coccodrilli hanno un solo pene mentre negli squamati come ad esempio il serpente esistono due peni, ma ne viene utilizzato solo uno per la copulazione. I rettili depongono uova per riprodursi molto simili a quelle degli uccelli ma differenti da quelli degli anfibi, e sono così formate:

  • Guscio: solitamente il guscio è calcareo ed è permeabile, infatti permette di assorbire l’ossigeno e di farlo penetrare all’interno in modo da impedirne la disidratazione e permettere al piccolo, all’interno dell’uovo, di respirare e svilupparsi. Solitamente l’uovo non è rigido e duro, ma è abbastanza morbido grazie ad una membrana pergamenacea rivestita da un rivestimento calcareo.
  • Albume: è gelatinoso e permette all’embrione di nutrirsi di proteine, oltre a fornirgli proteine questa gelatina lo protegge e lo idrata essendo composto da proteine ma anche da lipidi.

La fecondazione dell’uovo è interna e lo sviluppo dell’embrione avviene in una cavità colma di liquido, sacco amniotico, questo permette all’uovo e all’embrione di essere protetti dall’ essiccamento, dagli urti, e dagli sbalzi di temperatura.

Evoluzione dei rettili

Sin dal Carbonifero superiore (circa 300 milioni di anni fa) la classe dei rettili si divise in due sottoclassi, gli anapsidi e diapsidi:

  • Anapsidi: di questa classe ne fanno parte le attuali tartarughe, e sono quelle specie la cui peculiarità sta nel cranio, che appare compatto. Nella preistoria facevano parte di questa classe i procolofoni, i mesosauri e i pareiasauri, molto probabilmente gli antenati delle nostre tartarughe e testuggini, nel Mesozoico però questi rettili si estinsero completamente lasciando un solo e unico “testimone” vivente la tartaruga.
  • Diapsidi: a differenza degli anapsidi questi animali avevano il cranio con ampie finestre per lo sviluppo dei muscoli (come ad esempio la bocca). Successivamente questi rettili si trasformarono in altre specie, come gli ittiosauri, gli acquatici dal lungo collo, gli arcosauri e altre specie. Alla fine dell'era mesozoica però si estinsero del tutto lasciando posto ai mammiferi che proprio in quel periodo iniziarono ad evolversi e a riuscire a sopravvivere in qualsiasi habitat.

Perchè la coda di alcuni rettili si rigenera?

A qualcuno di voi sarà capitato, anche per sbaglio, di tagliare o staccare la coda ad una lucertola e vedere il pezzo staccato rimanere lì a terra dimenandosi forse senza sapere perché avviene. È un processo che si chiama autotomia o auto-aumputazione, praticamente l’animale utilizza questo processo per potersi difendere e scappare ma anche per lasciare li il pezzo a muoversi per distrarre il predatore. Questo avviene nei gechi e nelle lucertole, addirittura nel geco leopardo la coda una volta staccata può muoversi ancora per circa 20 minuti. Molte specie di questi animali hanno le code di colore differente dal corpo, soprattutto dalla testa, in modo da ingannare i predatori ed indurli a colpire prima la coda avendo così modo di scappare tranquillamente. I rettili che possono perdere la coda possono anche rigenerarla, la nuova parte che crescerà sarà sempre costituita da cartilagine ma non ricrescerà mai lunga come la coda originaria.