Dove vivono i serpenti

I serpenti hanno una grande distribuzione geografica in quanto li si trova in quasi tutte le parti del mondo tranne che nelle regioni subartiche, artiche, antartiche e in Islanda. Li troviamo in Africa, dove esiste un considerevole numero di serpenti velenosi e costrittivi tra i quali il Mamba Nero, il Mamba Verde del Congo, il Cobra, il Pitone Seba, e il Pitone Angola. In America(Nord e Sud America) troviamo tra i vari serpenti anche il Serpente Oliva, il Serpente marrone, il Testa di Rame e alcuni serpenti Corallo. In Asia si può trovare il famoso ed enorme Pitone Reticolato, il Boa Whitaker e il Russell Viper, in Australia, non esiste un gran numero di questi rettili ma è dove si possono trovare i più letali tra tutti i serpenti, il Taipan Interno, il Taipan Costiera e il Serpente Marrone orientale. Questo per quanto riguarda i serpenti terrestri, mentre i serpenti marini li troviamo in Sudafrica,India, in Madagascar, in Sri Lanka, a Taiwan, in Indonesia, in Thailandia, in Giappone, in Nuova Guinea e in Australia, quindi nell’area geografica dell’ Oceano Indiano e Oceano Pacifico. I serpenti in Italia esistono, contiamo con ben 17 specie di cui 13 sono innocui Colubridi e 4 Viperidi. I viperidi sono quelli più pericolosi per l’uomo in quanto sono dotati di ghiandole velenifere.

Indice dei contenuti

  1. Habitat dei serpenti
  2. Serpenti velenosi
  3. Come si riproducono i serpenti
  4. Cosa mangiano i serpenti
  5. Il serpente Taipan
  6. Il Cobra Reale
  7. Il Mamba Nero
  8. Il Boa Constrictor
  9. Il Pitone
  10. L'Anaconda
  11. Il Serpente del mare

Habitat dei serpenti

Questi animali si adattano a qualsiasi tipo di habitat, possono vivere anche in ambienti secchi, semi aridi, foreste umide con fenomeni piovosi frequenti. Li si può trovare anche in prati, fienili, boschi, spazi aperti come nei campi, in zone rocciose e vicino a corsi d’acqua, altri tipi di serpenti invece vivono nelle giungle umide del Venezuela o del Brasile come l’Anaconda. I serpenti non vivono solo sulla terraferma ma esistono anche serpenti marini che troviamo nelle acque tropicali dell’oceano Indiano e Pacifico. La natura permette a questi incredibili animali, grazie al colore della pelle, di mimetizzarsi perfettamente nel loro habitat naturale. Ad esempio le specie che vivono nelle aree desertiche sono di tonalità marrone o arancio mentre quelli che vivono nelle aree tropicali sono di colore verde o marrone per potersi mimetizzare con gli alberi e l’erba. Come abbiamo detto i serpenti si adattano a qualsiasi habitat e grazie al loro sangue freddo possono vivere in aree con temperature alte ma si adattano anche alle basse temperature, infatti grazie a questa particolarità riescono a regolare il proprio metabolismo. Questo permette loro anche di entrare in letargo quando non riesce a cibarsi adeguatamente. I serpenti marini invece vivono vicino alle coste, intorno alle isole, vicino agli estuari e nei fiumi, ma anche nelle mangrovie e in altri bacini di acqua dolce. In Italia i serpenti vivono nei boschi, prati, e nelle aree rurali.

Caratteristiche dei serpenti velenosi

Come ben sappiamo i serpenti sono rettili, non hanno zampe e il loro corpo si estende in lunghezza. Solo il Pitone nel corso degli anni ha sviluppato piccoli arti. Di serpenti velenosi ne esistono 450 specie e utilizzano il veleno per porre fine alla vita delle prede, come ad esempio il Cobra, ma esistono altre tipologie che uccidono per strangolamento, come ad esempio il Boa. Un delle principali caratteristiche di questo animale è quella di avere un corpo esteso a forma cilindrica; le loro misure variano dalla specie, possono misurare pochi centimetri come molti metri. Avendo le ossa articolate il serpente è facilitato nei movimenti, ciò lo rende flessibile e facilmente adattabile a diverse esigenze, questo aumenta anche le possibilità di cacciare prede di dimensioni maggiori. I muscoli della mascella inferiore gli permettono di avere un’apertura della bocca di grande dimensione, che permette di poter ingerire prede che superano di molto le sue stesse misure. La lingua è divisa in due, o biforcuta, in modo che possa acquisire più informazioni gustative ma anche olfattive nello stesso momento. In diversi periodi della sua vita il serpente cambia spesso pelle (muta) in quanto la pelle si usura a causa del suo continuo strisciare ma anche perché il serpente è in fase di crescita. Non ha un senso dell udito molto sviluppato in quanto non ha padiglioni auricolari esterni.

Come si riproducono i serpenti

Le femmine durante il periodo degli amori secernono feromoni lasciando una scia quando si spostano, ed i maschi ne verranno attratti e seguiranno la femmina. La stagione riproduttiva dipende anche dai fattori ambientali, come ad esempio la temperatura e la disponibilità di cibo. Nelle zone più temperate e fredde la riproduzione si verifica solitamente in tarda primavera ed in estate mentre nelle aree più calde la riproduzione può avvenire anche due volte all’anno. Dopo la fecondazione si sviluppano le uova che la femmina deposita in luoghi sicuri come tane e nidi. Il periodo di incubazione delle uova varia tra i 2 e 5 mesi, a seconda della specie e della modalità riproduttiva. In tante specie di serpente la madre, una volta schiuse le uova, abbandona il nido e i piccoli serpenti vengono lasciati crescere da soli e come ben si sa, sono animali di natura predatoria, quindi anche appena nati hanno già questo istinto, che permetterà loro di sopravvivere anche senza la madre.

Cosa mangiano i serpenti

I serpenti sono esclusivamente carnivori e si nutrono di una grande varietà di prede, tra cui diversi mammiferi (roditori e soprattutto topi), uccelli, insetti, pesci e anfibi, rane, rospi e possono nutrirsi anche di vermi, uova e lumache. Il veleno consente di immobilizzare e uccidere le prede prima di essere ingerite. Dopo essersi cibato il serpente cerca un posto dove rimanere tranquillo e digerire, Questo processo di digestione può durare giorni o alcuni mesi, per questo alcune tipologie di serpente si nutrono solo poche volte durante l’anno. A continuazione troverai una lista con i nomi dei serpenti e una breve spiegazione per ognuno di loro.

Dove vive il serpente Taipan

Iniziamo il nostro elenco di serpenti con uno dei più letali del mondo, questo serpente è localizzato in Australiaed ha un veleno così mortale che può uccidere un essere umano in pochi secondi. Esiste anche un’altra specie di questo serpente che è il Papuan Taipan che vive prevalentemente in Papua Nuova Guinea. Il Taipan litoraneo ha la pelle di colore marrone scuro che sfuma sui lati in un color crema, il Papuan Taipan invece è un serpente nero violaceo con una banda ramata sul dorso. L’habitat naturale del Taipan è la boscaglia, la savana boscata, ma si può trovare anche nei campi coltivati. Il luogo deve essere abbastanza umido, con precipitazioni abbondanti e con temperature che non possono mai essere inferiori ai 17° in inverno; in estate invece, visto che le temperature aumentano notevolmente, questo genere di serpente si rifugia sotto terra ed esce solo dopo il tramonto, quando la temperatura cala. È un serpente che non ama le zone densamente abitate pertanto tende ad evitare il contatto con gli esseri umani, restando nelle tane e uscendo solo per procurarsi del cibo. Si nutre principalmente di ratti, piccoli roditori, rane e lucertole; utilizza tutta la sua velocità e agilità per catturare le prede, per poi stroncarle con un morso letale e le ingoiarle interamente. In generale le ore in cui caccia sono quelle pomeridiane ma, come detto, durante il periodo estivo esce a cacciare solo nelle ore notturne, restano nella sua tana durante il giorno. È un serpente di grandi dimensioni, la sua lunghezza media varia tra 1,5 e 2,5 metri ma ci sono anche esemplari che arrivano fino ai 3,3 metri, pesa dai 3 ai 6,5 kg. Il corpo cilindrico si assottiglia all’altezza del collo e gli occhi sono di colore rosso fuoco o arancione, le narici sono evidenti ed il muso è bianco, la coda è lunga ed assomiglia ad una frusta. La sua testa è allungata e rettangolare, ben distinta dal resto del corpo; le sue squame dorsali sono abbastanza lucide e poco carenate. Ha lunghi denti che possono raggiungere gli 1,3 centimetri. È uno dei serpenti più velenosi del mondo e si calcola che con un LD50 (dose letale) è più velenoso dei serpenti a sonagli e 50 volte più velenoso del cobra. Possiede una proteina coagulante del sangue che viene utilizzata nel settore chirurgico come emostatico, per fermare emorragie durante operazioni chirurgiche e anche a seguito di traumi gravissimi. Adesso che sai qual è il serpente più velenoso al mondo ricorda fare attenzione quando viaggi in posti esotici.

Dove vive il Cobra Reale

Il Cobra vive nelle aree geografiche dell’Asia, in Africa,in India, in Cina, in Vietnam, in Malesia ed in Indonesia. Vive in aree geografiche con clima tropicale, in prossimità di corsi d’acqua, foreste pluviali, boschi di bambù e le paludi delle mangrovie, in generale dove è presente un fitto sottobosco e in aree con precipitazioni abbondanti. Il Cobra Reale è uno dei più lunghi serpenti esistenti, misura infatti tra i 3 e i 5 mt di lunghezza e pesa tra i 6 e i 10 kg. Fa parte della specie dei serpenti più velenosi e nonostante le grandi dimensioni riesce a muoversi con sorprendente agilità sul terreno. La sua pelle è di colore giallo, marrone, verde più o meno scuro, fino al nero. la parte ventrale è di colore chiaro o striato, così come la gola che è di color giallo chiaro o crema. La pelle dei serpenti giovani di questa specie invece è nera con strisce gialle o bianche su tutto il corpo, disposte perpendicolarmente. La sua testa è molto grande, piatta e massiccia e la bocca è tale che gli consente di inghiottire prede intere, anche di grandi dimensioni. Ha due piccole zanne aguzze, cave all’interno, che sono i denti con i quali inietta il veleno quando morde le proprie vittime. Tra i vari rettili è quello più pericoloso, anche se non è da considerarsi aggressivo in quando tende ad evitare l’essere umano e attacca solo ed esclusivamente se si ritiene in pericolo. Quando morde inietta un veleno che contiene una neurotossina che colpisce i centri respiratori causando la morte per arresto cardiaco. Il veleno del Cobra Reale viene prodotto dalle ghiandole salivari che sono posizionate dietro gli occhi e anche se non è il veleno più potente, una sola dose di questo veleno può uccidere un elefante o 20 persone adulte. Si nutre prevalentemente di animali a sangue freddo, di serpenti non velenosi ma anche di pitoni delle sue stesse dimensioni. La preda viene individuata grazie a dei sensori posti sulla lingua che gli permettono di sentire l’odore, saggiando continuamente l’aria con la lingua fino a che non troverà la preda. La presa, una volta catturata, viene inghiottita intera e il veleno oltre che ad uccidere la preda contiene anche una serie di enzimi che lo aiutano a digerire subito , prima che il cibo arrivi nello stomaco, e tra un pasto e l’altro passeranno parecchi giorni in quanto non si nutre nuovamente fino a che non avrà completamente digerito il pasto precedente. Quasi tutti conoscono il Cobra come il serpente usato dagli incantatori, ma forse non si sa che il Cobra è sordo, quindi non sente il suono del flauto, ma ne sente le vibrazioni e segue proprio quelle, oltre ad essere attratto dal movimento del flauto. Questa specie può vivere fino ai 20 anni, soprattutto se cresce in cattività.

Dove vive il serpente Mamba Nero

Questo serpente geograficamente lo si trova in Somalia e in Sudafrica, Repubblica Democratica del Congo, Namibia, Sud Sudan, Etiopia,Kenya,Mozambico, Zambia, Malawi, Tanzania, Zimbabwe, Botswana e Uganda, Il sua habitat naturale è tra le savane e le colline rocciose dell’Africa meridionale e orientale, infatti in questi ambienti il Mamba Nero si stabilisce in tane abbandonate, in crepe nelle rocce o in buchi creati da insetti. È noto per essere uno dei serpenti più velenosi dell’Africa e il secondo più pericoloso del mondo dopo il Serpente Taipan. Il suo veleno attacca il sistema nervoso e il cuore. Si calcola che 20 minuti bastano a creare la morte e il veleno, una volta in circolo, è difficile da fermare anche facendo uso dell’antidoto. Questo serpente nero è il più lungo esistente nell’area Africana, infatti può raggiungere i 4,5 mt di lunghezza e pesa circa 1,5 kg. Il suo nome non deriva dal colore della pelle, infatti esistono alcuni esemplari di questa specie che sono verde- giallo e persino grigio metallizzato , ma dal colore della parte interna della bocca. La cosa più straordinaria, che lo distingue dalle altre specie, é che utilizza la sua testa e anche la sua capacità di strisciare molto velocemente, come strumenti di difesa, e per sfuggire ai potenziali predatori. Infatti quando si sente attaccato il Mamba Nero alza la testa fino a circa 2 mt e si avvicina al predatore (che sia animale o essere umano) molto velocemente aprendo la sua mascella per mordere.

Il suo morso è letale, in quanto non morde una sola volta ma ripetutamente, liberando una grande quantità di veleno che rende questo morso letale per qualsiasi essere vivente. I sintomi del morso si manifestano con un dolore nella zona del morso, un dolore alle estremità del corpo, sudorazione eccessiva, perdita del controllo dei muscoli corporei, nausea, problemi respiratori e paralisi, per poi portare alla morte in quanto i muscoli e l’apparato respiratorio smettono di funzionare. Va alla ricerca delle prede maggiormente di giorno e si nutre principalmente di uccelli, lucertole, piccoli mammiferi e pipistrelli; inghiotte le prede senza masticarle e le digerisce in almeno 8 ore. Riesce anche ad ingerire prede più grosse di lui. Questa specie di serpente è oviparo, quindi si riproduce tramite le uova. L’accoppiamento avviene a primavere e dopo circa 2 o 3 mesi si sviluppano le uova (tra 16 e 19) che vengono incubate per altri 3 mesi. Il Mamba Nero in natura vive circa 11 anni e in cattività circa 15 anni.

Dove vive il Boa Constrictor

Il Boa Constrictor lo si trova prevalentemente nell’area geografica dell’America centro-meridionale, nelle Antille, in Brasile, nel Suriname, in Guyana, in Venezuela, in Perù e in Colombia. Vive principalmente sugli alberi, dove riesce a spostarsi con facilità grazie alla sua coda prensile. Ama le aree vicino all’acqua dove può trovare facilmente le prede e preferisce il clima tropicale delle foreste Sudamericane, dove può trovare temperature differenti tra il giorno e la notte e un’alta percentuale di umidità. Questo serpente non è velenoso e solitamente non attacca l’uomo. La sua funzione nell’ecosistema è quella di cacciare i roditori e quindi di ridurne le quantità, in modo che non siano nocivi all’agricoltura.

Il Boa, pur somigliando all’Anaconda, è molto più piccolo, infatti può misurare tra 3 e 5 mt di lunghezza e pesa tra i 10 e i 45 kg. Solitamente le femmine sono più grandi dei maschi. Le sue squame sono di diversi colori che variano dal marrone scuro, nero, bianco, dorato, rosa e cannella e con macchie di colore rossastro, e può mimetizzarsi facilmente con gli alberi sui quali si arrampica. Il Boa è un animale notturno e per questa sua peculiarità può cacciare anche con scarsa luminosità. Possiede dei sensori termici sulle labbra che gli permettono di localizzare gli animali a sangue caldo e di cacciarli, dominando la preda con il corpo, e stringendola fino a soffocarla. L’accoppiamento per questo serpente avviene solitamente in inverno e la riproduzione avviene da ottobre fino ad aprile. Essendo vivipari danno alla luce tra i 20 e i 60 cuccioli vivi che misurano tra i 30 e i 40 cm. Solitamente dopo la prima muta i piccoli inizieranno a cibarsi. Una curiosità dell’esemplare femmina è che dopo l’accoppiamento il suo colore cambia diventando più scuro, a causa dell’aumento del suo livello di melanina. Questo gli permetterà di assorbire più calore. Il Boa può essere anche allevato in cattività in una teca box delle giuste dimensioni, in modo che possa stare comodo in tutta la sua lunghezza. Questo terrario dovrà essere riscaldato dal basso con un temperatura che varia tra i 27° e i 32° durante il giorno e tra i 26° e i 29° durante la notte e deve riprodurre in totalità il clima delle foreste tropicali, quindi con un tasso di umidità non inferiore all’80%. Bisogna nutrirlo principalmente con piccoli topi ogni settimana (quando è giovane) e, raggiunta l’età adulta, con topi grandi (ogni 10 - 14 giorni). In natura invece il Boa si nutre di uccelli, scimmie e cinghiali, infatti ha una fila di denti a forma di uncino che riescono a trattenere la preda, tenuta ben stretta dal suo corpo, che viene ingoiata interamente. Nel suo habitat naturale il Boa può vivere fino a 20 anni e in cattività, se alimentato e tenuto in modo adeguato, può vivere addirittura tra i 30 e i 40 anni. Purtroppo questa specie ha un alto valore commerciale; il Boa viene infatti catturato perché la sua pelle è utilizzata per fare borse, scarpe, cinture ecc.

Dove vive il Pitone

Il Pitone vive nell’area geografica dell’Asia, Filippine, e dell’Indonesia ma anche nelle regioni dell’Oceania e nelle isole della Nuova Guinea. Il suo habitat ideale lo trova nelle foreste pluviali con abbondante vegetazione e nelle aree vicino all’acqua, presso fiumi e laghetti, visto che è un ottimo nuotatore e può nuotare su lunghe distanze per trovare un habitat più adatto. A differenza di altre specie il Pitone può adattarsi ad una vasta varietà di habitat. Il Pitone spesso è confuso con il Boa ma ci sono alcune differenze importanti; il Pitone a differenza del Boa depone le uova fin dall’inizio della gestazione e ha denti nell’area premascellare nella mascella superiore. Il Pitone, in fase adulta , raggiunge la lunghezza tra 1 e 8 mt e, nonostante la lunghezza di questa specie il peso è notevolmente basso, infatti pesa poco più di 100 kg. Il peso leggero gli permette di arrampicarsi facilmente sugli alberi e quindi di vivere in tane abbandonate da altri animali. I suoi colori variano dall’habitat in cui vive e variano dal giallo vivido al marrone chiaro. Ha degli “speroni” vicino allo stomaco che facilitano il processo riproduttivo ed un’altra sua peculiarità è quella delle fossette labiali che fungono da organi termorecettori in grado di guidarlo nel buio verso fonti di calore. Come accennato prima il Pitone è oviparo, quindi le uova vengono sviluppate al di fuori dell’utero materno. La cova di queste uova è un fatto molto curioso, infatti l’animale si arrotola intorno alle uova e trema in modo da creare calore con il proprio corpo, creando il calore necessario. Le uova deposte solitamente variano dalle 4 alle 12 unità e la schiusa arriva tra i 60 e i 90 giorni, solitamente vengono nascoste sugli alberi. Fin dalla nascita, anche i cuccioli del Pitone, come gran parte dei cuccioli delle altre specie, devono iniziare a cavarsela da soli, anche per schiudere l’uovo, e quando nascono misurano circa 40 cm di lunghezza. Il Pitone, come il Boa, stringe le proprie prede per ucciderle, può catturare maiali e capre, mentre sugli alberi si nutre di uccelli e piccoli roditori. La tecnica di caccia consiste nel circondare la vittima tra gli anelli del proprio corpo fino a che non sente che il cuore si ferma quindi, una volta morta, la inghiotte partendo dalla testa. La digestione del Pitone può durare parecchi giorni se non settimane. Questo serpente, se vive nel suo habitat naturale e nelle migliori condizioni, può vivere fino a 20 anni. Del Pitone ne esistono altri esemplari come:

Pitone reticolato: lo troviamo nelle Isole Nicobare, in Birmania, in Thailandia, nel Laos, in Cambogia, in Vietnam, in Malesia, in Indonesia e nelle Filippine. Il suo habitat naturale lo trova nelle foreste pluviali con un clima molto umido, nei laghetti poco profondi ma anche vicino a boschi e pascoli, dove può cacciare senza difficoltà. Non lo si trova in zone aride perché questa specie ha necessità di climi caldi ma con molta umidità. Deve avere acqua intorno, per potersi immergere e trovare sott’acqua quello di cui ha bisogno per sopravvivere- Solitamente le sue tane le costruisce tra i cespugli e tra la fitta vegetazione. Questa specie si differenzia per la testa allungata, il muso piatto e largo. Ha la bocca con denti leggermenti inclinati internamente. La sua pelle è di colore giallo e arancione.

Pitone indiano: questo pitone lo si trova in India, in Sri Lanka, in Indonesia e in Malesia. Vive nelle foreste pluviali ma anche nei campi e nelle piantagioni vicino ai villaggi. Ama vivere anche vicino ai laghi o comunquead ambienti acquatici, in particolare paludi e fiumi. La sua testa è triangolare e il colore della sua pelle è in genere marrone chiaro con grandi disegni irregolari color marrone scuro o neri orlati di giallo. Si nutre di piccole scimmie ma la sua preda preferita è il topo. Questo serpente è cacciato dall’uomo proprio per la particolarità delle sue squame, che alimentano un ricco mercato delle pelli. Può vivere fino a 10 anni.

Pitone dalla coda corta: è presente in Indonesia e in Malesia. Vive nelle foreste pluviali e nelle paludi, ha una vita sedentaria e si nasconde tra gli strati di foglie e detriti della foresta, in attesa delle prede. Ha le ossa della mascella abbastanza flessibili e proprio per questa particolarità riesce a cibarsi di mammiferi tre volte più grande di lui. Il suo nome non deriva dalla lunghezza (non supera i 160 cm ed è piuttosto tarchiato ) ma dalla particolare robustezza del tronco. La sua testa è larga, a forma di cuneo di colore chiaro nella parte superiore e scura nelle parti laterali e la sua coda è corta. Il colore della sua pelle varia da bruno a fulvo, con macchie chiare o scure. Si nutre principalmente di uccelli e mammiferi, sui quali si avventa con tutta la sua forza, data dal corpo massiccio. La sua pelle, come quella di molti esemplari di questa specie, è molto ricercata nel mercato conciario, per questo Pitone è a rischio estinzione.

Dove vive l’Anaconda

L’Anaconda può essere localizzata principalmente lungo il Rio delle Amazzoni,in Paraguay, in Perù, in Bolivia, in Venezuela, in Brasile e in Ecuador. Questo serpente si muove tra i fiumi, alberi, ma anche sulla terraferma e preferisce stagni con acque calme, in quanto (strano ma vero) è un animale molto tranquillo. Visto che si adatta a vivere sia in acqua che sulla terraferma, predilige sicuramente la giungla e i bacini fluviali. L’Anaconda solitamente misura dai 2,5 ai 4 metri ma quella in assoluto più lunga è l’Anaconda Verde che arriva a misurare fino a 8 metri ed è uno dei serpenti più pesanti al mondo, infatti può a pesare da 180 a 300 kg. Il colore dell'anaconda è verde oliva con delle macchie sul corpo e delle strisce scure sulla testa. Non è un serpente velenoso ed uccide le sue prede per costrizione, le stringe con il suo corpo fino a farle soffocare e quindi morire. Solitamente attacca le prede restando nascosto a pelo d’acqua e prendendole alla sprovvista nel momento in cui si avvicinano all’acqua per abbeverarsi. Questo tipo di caccia gli è possibile in quanto il naso e gli occhi sono posizionati sulla punta del muso, quindi questo gli permette di respirare e di vedere anche quando si trova sott’acqua. Infatti l’Anaconda può rimanere immersa per ben 10 minuti. Si nutre principalmente di mammiferi e roditori ma anche di pesci, tartarughe e caimani. Dopo aver ucciso la preda, la inghiotte interamente e il processo di digestione può durare parecchi giorni fino a due settimane. Durante questo periodo l’Anaconda va in letargo fino a quando non avrà ancora fame. Durante la digestione, avendo le contrazioni muscolari digestive molto forti, si sentono le ossa delle prede che si spezzano. L’Anaconda ha abitudini crepuscolari ed è attiva soprattutto dopo il tramonto. Il periodo dell’accoppiamento avviene nel periodo tra aprile e maggio e la gestazione dura circa 6 mesi. Essendo ovipara l’incubazione delle uova avviene nel ventre della madre; dopo sei mesi possono nascere dai 20 ai 40 cuccioli che misurano tra gli 80 e i 100 cm e sono già in grado di nutrirsi da soli. Questa specie è una delle più longeve rispetto ad altri serpenti, infatti può vivere fino a 25 anni.

Dove vive il Serpente del mare

Questo rettile acquatico vive principalmente nelle acque del Oceano Pacifico, nell’Oceano Indiano e nelle acque del Golfo del Bengala. È molto facile trovarlo lungo le coste della Thailandia, Malesia, Singapore, India, Taiwan, Giappone, Australia, Papua Nuova Guinea, Indonesia, Vietnam, Cina, Isole Salomone, Filippine, Samoa e Sri Lanka. Lo si può trovare tra le acque calde della costa e soprattutto dove ci sono le barriere coralline, in quanto proprio in quest’area trova abbondanza di cibo. Il Serpente di Mare è molto velenoso, si pensa che sia 10 volte più velenoso del cobra. Ha adattato il proprio corpo rendendolo leggermente più piatto di quello dei serpenti terrestri, simile a quello delle anguille, ha la coda a forma di remo che gli permette di nuotare molto velocemente per raggiungere la preda. Le sue misure variano tra 1 e 2 metri al massimo di lunghezza, non ha branchie quindi sporadicamente deve salire in superficie per respirare. Mangia crostacei, anguille o piccoli pesci e per cacciare inietta il veleno per immobilizzare la preda e poi la inghiotte. Per procurarsi il cibo sonda le crepe e le fessure delle barriere coralline e delle rocce. È dotato di denti veleniferi e questo composto tossico agisce sui muscoli del diaframma delle prede. Una parte del suo corpo è a strisce bianche e nere mentre la parte superiore è completamente nera. Il periodo dell’accoppiamento è tra settembre e dicembre ed essendo oviparo torna sulla terraferma per deporre le uova. Il periodo della schiusa delle uova è tra giugno ed agosto; non appena le uova si schiudono i piccoli che ne escono sono in tutto e per tutto come gli adulti, quindi non deve avvenire nessuna metamorfosi. Per quanto riguarda la longevità del serpente di mare, essa varia a seconda del tipo ma è sicuramente il più longevo in quanto si stima che viva tra i 10 e i 25 anni. Di serpenti sia terrestri che marini ne esistono un’infinità di specie e sottospecie come la vipera italiana.

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